(VIDEO) FROLF: frisbee + golf

(VIDEO) FROLF: frisbee + golf

Golf Disc (spesso indicato come golf-frisbee ) è un gioco di  precisione e accuratezza, in cui i singoli giocatori lanciano un disco volante in un bersaglio.

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BUONGIORNO GIURIA POPOLARE, di Manlio Di Stefano

BUONGIORNO GIURIA POPOLARE, di Manlio Di Stefano

Beppe Grillo è un “pazzo antidemocratico” perché, provocatoriamente, risponde alla proposta di una giuria di giornalisti che censuri il web proponendone una popolare.

Eppure questa giuria esiste già, de facto, e sta facendo fallire le tastate che, al soldo della politica, cercano di influenzare gli italiani nelle scelte politiche. Questa giuria siamo tutti noi.

La storia li ha già superati e loro ancora non se ne rendono conto.

(dalla pagina Facebook di Manlio Di Stefano)


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NEL M5S CHI SBAGLIA…PAGA, di @Goldstein5s

NEL M5S CHI SBAGLIA…PAGA, di @Goldstein5s

Il Movimento 5 Stelle non è un partito politico. Non si viene eletti per fare i politici di professione, ma per essere dei semplici “Portavoce” dei cittadini al’interno delle istituzioni.

Ci sono poche semplici regole e alcuni principi fondamentali da rispettare. Nel M5S ti tagli lo stipendio, rifiuti i rimborsi elettorali, non ti puoi candidare se sei condannato, fai solo due mandati e non puoi cambiare “casacca”… Se non sei d’accordo con queste semplici regolette, sei libero di andare per la tua strada, ma ne paghi le conseguenze. Nessuno ti ha obbligato a candidarti con il Movimento 5 Stelle.

Ecco il Codice di Comportamento per gli europarlamentari del Movimento 5 Stelle:


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P.S.: L’Europarlamentare Marco Affronte era a conoscenza del Codice di Comportamento prima di candidarsi.

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Eurodeputato M5S lascia il Movimento: Grillo chiede dimissioni o penale

Eurodeputato M5S lascia il Movimento: Grillo chiede dimissioni o penale

L’Eurodeputato Marco Affronte, ormai ex M5S, lascia il Movimento a seguito delle vicende riguardanti la possibile entrata nel gruppo ALDE del Parlamento Europeo. Ricordiamo che in passato (e non solo..) Affronte aveva preso le parti del Sindaco di Parma Pizzarotti.


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Beppe Grillo gli chiede di scegliere tra dimissioni o il pagamento della penale previsto dal codice di comportamento M5S Europa. Il fondatore del Movimento aggiunge che una volta ricevuto il pagamento della penale di 250.000 €, il Movimento stesso donerà l’intera somma ai terremotati di Marche e Umbria.

Ecco l’annuncio di Beppe Grillo su Il Blog delle Stelle :

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CONSULTA BOCCIA QUESITO SU ART. 18: i giudici costituzionali non hanno problemi di reintegro

CONSULTA BOCCIA QUESITO SU ART. 18: i giudici costituzionali non hanno problemi di reintegro

La decisione dei giudici della Consulta boccia uno dei quesiti sul referendum sul Jobs Act, quello forse più importante, quello sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Tale articolo tutelava il lavoratore, prevedendo per quest’ultimo la scelta tra indennizzo o reintegro nel posto di lavoro in caso di decisione favorevole da parte di un giudice del lavoro nel contesto di una lite tra dipendente e datore di lavoro.

Oggi, dopo le varie schiforme degli ultimi non-governi, il lavoratore può solamente accontentarsi di scegliere l’indennizzo, dovendo pertanto dire addio al suo posto di lavoro.

Si vede che i giudici costituzionali non hanno troppi problemi con le loro condizioni lavorative…


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OGGI SI VOTA SU ROUSSEAU: ENERGIA

OGGI SI VOTA SU ROUSSEAU: ENERGIA

Votazioni aperte sul sistema operativo del Movimento 5 Stelle Rousseau per una consultazione sul programma energia (vota qui).


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Ecco i dettagli da Il Blog delle Stelle:

Il quesito che sarà affrontato oggi riguarda la trasmissione dell’energia elettrica: “Terna o l’azienda che ha la concessione pubblica per la trasmissione dell’energia elettrica deve essere di proprietà pubblica?“. Ce ne parla Roberto Ferrigno, direttore Lumina Consult Bruxelles.

di Roberto Ferrigno

In Europa, l’energia elettrica è considerata come una sorta di monopolio naturale.
Il monopolista naturale della gestione della rete e del sistema elettrico in Europa è sempre stato lo Stato. La situazione ha iniziato a cambiare tra la fine degli ’80 e gli inizi degli anni ’90. L’obiettivo principale di quella che era la Comunità europea ed oggi è l’Unione Europea, è la creazione del grande libero mercato all’interno del continente. In ossequio a questo principio basilare e fondante, si è iniziato a pensare ad aprire i vari mercati nazionali dell’energia elettrica ma anche del gas (in campo energetico), per creare un unico grande mercato energetico europeo, al cui interno fosse aperta la questione della gestione dell’energia elettrica: dalla sua produzione alla sua distribuzione.

Liberalizzazione significa aprire un mercato chiuso, ma non completamente. Rendere fruibili delle quote di questo mercato in base al principio della Third Party Access, ovvero l’accesso a una parte terza che non sia il monopolista naturale, cioè lo Stato. Si sono liberalizzate quote di mercato all’interno della filiera di generazione elettrica.
Quindi la struttura della liberalizzazione del mercato elettrico in tutta Europa ha diviso il monopolio verticale in 3 segmenti:

– produzione
– trasmissione
– distribuzione e vendita

Per la trasmissione si è scelto di lasciare allo Stato una quota di partecipazione adeguata, affinchè gli indirizzi di sviluppo delle rete fossero garantiti dallo Stato.

TERNA: RETE ELETTRICA NAZIONALE ITALIANA
Con questi presupposti viene fondata Terna, che è il gestore indipendente della rete elettrica italiana. La società attualemente possiede circa il 98% della rete elettrica italiana. Lo possiede e lo gestisce. E’ una società che si focalizza nell’esercizio e nello sviluppo della rete. E’ una società che nel corso degli anni ha sviluppato anche attività non regolamentate, ovvero fuori dal core business: ad esempio si espansa all’estero. E’ un’azienda controllata al 29,9% da Cassa Depositi e Prestiti Reti Spa. Un ente sotto il controllo del Governo.
Terna vede anche una notevole partecipazione di fondi di investimento privati, sia italiani che internazionali, perché è una società ad alta redditività.

EUROPA: FRANCIA, AUSTRIA, SPAGNA, GERMANIA E PAESI DEL NORD
Ma oggi, il ruolo del Governo è preponderante in tutti gli Stati membri, dopo 15 anni dall’inizio del processo di liberalizzazione.
Ad esempio la Francia (che rappresenta l’esempio più estremo) il Governo ha un ruolo importantissimo nelle scelte e nella gestione della rete. La società di trasmissione elettrica francese è controllata al 100% da EDF (Electricité de France) che a sua volta è controllata dall’85% dallo Stato francese.
Anche in Austria, in Spagna, il controllo dello Stato è preponderante.
In Germania la situazione è un po’ differente perché abbiamo tre operatori di trasmissione di sistema, che sono distruibiti su base regionale.

INGHILTERRA E I PROBLEMI DELLA PRIVATIZZAZIONE
L’Inghilterra è l’unico Stato, per ovvi motivi legati all’ideologia liberale di Margaret Thatcher negli ’80, che ha privatizzato completamente le fasi di produzione, trasmissione e distribuzione dell’energia.
Questa impostazione ha provocato grandi problemi dal punto di vista operative. Si sono creati dei monopoli privati che sono entrati in lotta fra di loro. Sicuramente c’è stata un’apertura del mercato superiore ad altri Stati nazionali. Ma non ha portato benefici in termini di costi ai cittadini e alle imprese. Oggi la bolletta, elettrica inglese è tra le più alte d’europa e quindi sicuramente il processo di privitazzizione non ha portato quei risparmi e quella trasparenza sperati, soprattutto rispetto alla funzione sociae svolta dall’energia elettrica.

TERNA E LA MANO DEL GOVERNO
In Italia la mano del Governo su Terna è evidente. Possiamo citare l’esempio del Primo Ministro Letta che nel 2013 annunciò l’intenzione di vendere una quota di Terna ai privati, nell’ambito del piano di riduzione del debito pubblico (richiesto all’Italia dalla Commissione europea, poi di questo non si fece nulla). Ma il Governo decise di cedere a quel punto il 35% del capitale di Cassa Risparmi e Prestiti di Reti, che ricordiamo è l’azionista principale di Terna, alla State Grid Corporation of China.
Gli obiettivi della liberalizzazione in Europa sono stati raggiunti: si o no? No.
L’obiettivo principale era quello di garantire bollette meno care, una maggiore trasparenza e un livello di protezione dei consumatori, delle famiglie e delle imprese, che avrebbero potuto scegliere gli operatori di rete, comparare le tariffe ed essere più garantiti. Complessivamente questo obiettivo non è stato raggiunto. In Italia, in particolare, abbiamo un problema di costo della bolletta. Abbiamo un problema di struttura del costo della bolletta, ad esempio gli oneri generali e il livello di tassazione sono tra i più alti d’Europa. Abbiamo un sistema fiscale che continua ad essere vessatorio nei confronti dei cittadini e delle picole e medie imprese.

Ma in tutto questo, il ruolo dell’azienda che gestisce la rete è secondario.
Quello che conta sono le scelte di fondo dei Governi in campo energetico. Non dimentichiamo ad esempio che l’Europa è un importatore netto di energia, è il più grande importatore di fonti fossili al mondo.
L’Italia importa quasi il 76% delle fonti energetiche che vengono poi utilizzate per produrre elettricità: questo è il nodo da affrontare.
Finché non si scioglie il nodo della nostra dipendenza dale fonti fossili, saremo sempre esposti a tutta una serie di fattori.
In questo momento secondo me non è assolutamente una priorità pensare a privatizzare completamente Terna: non oggi, non nel medio futuro e probabilmente neanche nel medio termine.

Adesso che vi sono stati forniti più elementi di informazione e riflessione sul sistema della trasmissione elettrica e su come una società come Terna opera all’interno del sistema generale elettrico, penso che possiate farvi un’idea più precisa e quindi votare!

LE CAPRIOLE DI SALVINI, di Ilaria Ricci

LE CAPRIOLE DI SALVINI, di Ilaria Ricci

E niente, Salvini se ne esce così, con una accusa, che di tutte le bufale raccontate sul M5S è una di quelle così grosse che persino chi è in mala fede ha difficoltà a spacciarla a favore di social, considerato e dato per appurato che in Italia l’unico gruppo politico che non accetta i soldi dei rimborsi elettorali ai partiti e devolve parte degli stipendi dei portavoce nel fondo per la piccola e media impresa è proprio il Movimento 5 Stelle.


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Ma la cosa che dovrebbe lasciare perplessi è che simili insinuazioni arrivino direttamente da chi vive di politica dal lontano 1993, e a cui più interlocutori hanno posto la drammatica domanda: “ma lei a lavorare in Europarlamento quando ci va?”.

Da questo punto di vista non furono particolarmente convincenti le risposte date a Scanzi in un noto confronto:

 e diciamo che la bacchettata inferta a Salvini nel 2014 dal deputato Tarabella continua a fare bella mostra di sé negli annali delle figure poco edificanti dal momento che il “ruspatore” Matteo all’epoca fu oggetto della nota accusa “lei è un fannullone di questo Parlamento”:

Ma quello che ancora più smuove un moto di beffardo sarcasmo è che proprio Salvini è stato protagonista di un’inchiesta, targata Espresso, dall’eloquente titolo: “E’ Salvini il re della lottizzazione lombarda, così sceglie i dirigenti degli ospedali.”, pezzo giornalistico in cui si evidenziava come nell’inchiesta su Expo sarebbero stati sequestrati documenti contenenti la spartizione delle poltrone della sanità e le pagelle di fedeltà politica dei manager, e da dove sarebbe emerso come Salvini avesse un peso di rilevo nella faccenda.


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A tale inchiesta, nella primavera scorsa, Salvini rispondeva dalle pagine di Twitter accusando di ridicolaggine il giornale, e affermando che le accuse erano dovute solo ad una recondita paura verso la Lega. Ma rimane un dubbio: se Salvini sbeffeggia un’inchiesta affermando che la stessa è voluta solo per paura, i cittadini invece, di fronte alle sue favolate accuse sul Movimento 5 Stelle che cresce giorno dopo giorno nei sondaggi, cosa dovrebbero pensare?

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