Io mi fido di Beppe…

Io mi fido di Beppe…

Non sono a conoscenza delle dinamiche e dei fatti accaduti in questi mesi a Genova che hanno portato Beppe Grillo a togliere l’uso del simbolo del Movimento 5 Stelle alla candidata sindaca Marika Cassimatis.

Probabilmente nei prossimi giorni ne sapremo qualcosa di più, ma in questo momento il punto fondamentale sul quale voglio focalizzarmi è la richiesta di fiducia che ci viene chiesta da Beppe nell’accettare senza una spiegazione plausibile questa vicenda.


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Personalmente, penso che tutte le decisioni importanti prese in questi ultimi anni sia da Grillo sia dal compianto Gianroberto Casaleggio si sono sempre poi rivelate un successo e sono state la dimostrazione piu’ lampante del genio e della strategia politica dei due fondatori del M5S.

Quindi, la domanda sorge spontanea. Il concetto fondamentale dell’ “Uno Vale Uno”, della Democrazia Diretta dalla base in maniera orizzontale e non verticistica, dell’organizzazione senza leader, è stato disatteso con queste prese di posizione che possono sembrare impopolari e autoritarie?

Secondo me no, perché un ruolo chiave lo giocano la completa fiducia che milioni di italiani ripongono in Beppe per la coerenza e per il “fiuto politico” nel prevedere gli avvenimenti dimostrato negli anni. E a conferma di questo è giusto elencare tutti gli episodi avvenuti nel recente passato.

Nel 2013, dopo aver vinto le elezioni politiche, quanti di noi sprovveduti “grillini” avrebbero accettato una improbabile alleanza di governo con il Pd di Luigi Bersani? Senza la fermezza e la presa di posizione dei due fondatori, cosa ne sarebbe stato del M5S? Ve lo dico io, sarebbe già scomparso e inghiottito dalla vecchia partitocrazia…


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Nel febbraio del 2014, dopo lo storico streaming durante le consultazioni con il “ggiovane” Matteo Renzi, quanti di noi si sono lamentati per non avere cercato di instaurare almeno un dialogo con il Bomba di Rignano? Cosa sarebbe di noi se avessimo fatto un’alleanza di governo con chi si è dimostrato con le sue “schiforme” solo ed esclusivamente un “rottamatore” dei diritti del popolo italiano? Cosa ne sarebbe ora del M5S? Ve lo dico io, di noi non ci sarebbe piu’ traccia…

Quando, dopo le elezioni europee del 2014, per poter avere piu’ peso politico all’interno del Parlamento si è cercata un’alleanza puramente strategica con Farage e lo UKIP quanti di noi hanno gridato allo scandalo? Almeno fino a quando è durata mi pare che non ci siamo trasformati né in razzisti né in beceri filo-nazisti ultranazionalisti, ma abbiamo portato avanti le nostre battaglie a Bruxelles con coerenza e nel rispetto del programma elettorale. Anche qua Beppe ha avuto ragione…

Quando dopo le vicende romane della giunta Raggi il nostro Beppe ha mantenuto la barra a dritta e come un padre premuroso ha deciso di sostenere in prima persona la nostra amatissima Virginia dagli attacchi della propaganda di regime, quanti di noi presi dallo sconforto avrebbero invece preferito abbandonarla al suo destino o addirittura cacciarla dal Movimento? Passata la tempesta ora i fatti stanno dando ragione a Beppe e la situazione a Roma sta lentamente trovando la giusta direzione per risollevarsi dal baratro di Mafia Capitale…


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Quando si è deciso di allontanare tutti quei personaggi che in questi anni volevano trasformare il M5S in un mezzo per esaudire le loro ambizioni di carriera politica e le loro manie di protagonismo, quanti di noi hanno gridato allo scandalo? I vari Pizzarotti, i Favia, gli Orellana, i Becchi e le Fuksia incarnano veramente gli ideali che hanno portato alla nascita del Movimento 5 Stelle? Anche in questo caso chi aveva ragione?

Io mi fido di Beppe, mi fido perché ha detto che avrebbe rinunciato a 42 milioni di rimborso elettorale e lo ha fatto. I nostri parlamentari hanno detto che si sarebbero dimezzati lo stipendio e lo stanno facendo. Non si potranno ricandidare per più di due mandati e in caso di condanna non potranno ricoprire ruoli politici, lo hanno detto e lo stanno facendo grazie anche a Beppe Grillo e alla sua supervisione in maniera che queste regole vengano garantite e rispettate. E’ stato coerente e non è facile mantenere la coerenza in un mondo marcio come quello che ruota attorno ai palazzi del potere.


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L’idea della Democrazia Diretta e di un modo di fare politica non verticistico e senza leader non implica l’assenza di un garante e di una figura che con la sua esperienza e il suo “fiuto” si ponga al di sopra delle parti per far rispettare quelle 4 regolette che ci siamo dati e ci dia una mano nei periodi di crisi e di difficoltà. Non lo vedo come un leader ma piuttosto come un padre premuroso sul quale possiamo sempre contare nei momenti in cui ne abbiamo bisogno, tanto più ora che è venuta a mancare una figura importante e carismatica come Gianroberto Casaleggio.

Io mi fido di Beppe perché di errori ne sono stati commessi tanti e ne commetteremo altri, ma siamo “un esperimento”. Siamo l’unica vera novità del panorama politico e una speranza per milioni di italiani che grazie anche alla rete stanno partecipando in maniera attiva per cambiare il proprio futuro e quello dei propri figli.


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Ecco perchè :

#IoMiFidoDiBeppe

#IoStoConBeppe

Goldstein

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