La #PdCondicio della RAI

La #PdCondicio della RAI

L’imparzialità non è di casa alla Rai. La tv pubblica usa due pesi e due misure a seconda che abbia a che fare con un partito gradito o meno, ma da quando è diventata renziana il vizietto di avere un occhio di riguardo per gli amici è diventato la regola.

Nelle trasmissioni televisive RAI funziona così: se si parla delle magagne di Renzi e del suo partito, c’è sempre un esponente PD a cui dare la parola per replicare e difendersi. E la giustificazione è sempre la stessa: “c’è la par condicio!”.

Ma la par condicio non vale solo durante il periodo elettorale? E se si decide di applicare sempre il principio sacrosanto di dare un’informazione bilanciata e completa, perchè vale solo per alcuni e altri no? Perchè è la #PdCondicio!



Quando si sparla del MoVimento 5 Stelle, la ‘par condicio’ invocata sopra non vale un fico secco: spazio solo agli esponenti del PD senza uno straccio di contraddittorio, liberi di urlare ai quattro venti ogni tipo di falsità sul Movimento. Abbiamo visto ore e ore di trasmissioni sul MoVimento 5 Stelle senza che qualcuno dei portavoce potesse replicare. #PdCondicio!



Lo abbiamo visto anche oggi, all’indomani della porcata che il PD ha fatto in Senato, salvando dalla decadenza il senatore forzista Augusto Minzolini, condannato in via definitiva. Guai a invitare in trasmissione Luigi Di Maio senza concedere lo stesso spazio a una piddina inferocita come la Morani! La Rai non ha nessuna intenzione di correre il rischio che i telespettatori sappiano cosa succede in Parlamento alla faccia loro. #PdCondicio!



(dal blog di Beppe Grillo)

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