La C.I.A. può hackerare un’auto per assassinarci?

La C.I.A. può hackerare un’auto per assassinarci?

Tra i documenti rivelati da WikiLeaks si trova qualcosa di sconvolgente: l’agenzia ha provato ad hackerare automobili, che secondo WikiLeaks porterebbe l’agenzia ad essere capace di realizzare assassinii senza che questi possano essere provati.

Sostenendo ciò, WikiLeaks si ricollega alle note del 2014 intitolate “aree di missione potenziali”, all’interno della divisione dispositivi mobili della C.I.A. I documenti rilevanti, che al momento non possono essere verificati indipendentemente e che la C.I.A. ha declinato di confermare, non sembrano suggerire che veicoli siano stati utilizzati per omicidi programmati, ed anche WikiLeaks ammette “il proposito di questo controllo non è specificato”.



La paura che la tua automobile possa essere hackerata e fatta schiantare non è nuova, e non è completamente infondata. Preoccupazioni circa la sicurezza cibernetica dell’industria automobilistica sono cresciuti da quando i produttori di automobili hanno iniziato a riempire I propri prodotti di sistemi controllati tramite computer.

Tali preoccupazioni aumentano col passare degli anni visto l’aumento del numero di automobili equipaggiate con connessioni, anche via satellite, Bluetooth e Internet, che secondo gli esperti rendono le automobili più vulnerabili agli hacker, i quali possono guadagnare l’accesso ai sistemi computerizzati senza neanche mettere piede nel veicolo.



Ecco tutto ciò che sappiamo in merito all’hackeraggio remoto di automobili:

Automobili sono già state hackerate in passato

Nel 2015, il ricercatore per la sicurezza Charlie Miller ha hackerato una Jeep Cherokee del 2014 riuscendo a girare il volante disabilitando brevemente i freni e spegnendo il motore. Il ricercatore ha scoperto di essere in grado di accedere a migliaia di altri veicoli che usano intrattenimento wireless e sistema di navigazione chiamato UConnect comune nelle Dodge, Jeep e Chryslerer. L’hackeraggio ha obbligato la Fiat a ritirare 1,4 milioni di veicoli.

Sembra che nessun produttore di auto al momento abbia meccanismi per bloccare o prevenire questi attacchi informatici. “Ricordatevi che ho fatto queste ricerche nel mio tempo libero con risorse molto limitate”, dice il ricercatore.

L’hackeraggio di Miller è ampiamente riportato, ma non è stato il primo e neanche il più recente per quanto riguarda l’infiltrazione in sistemi informatici di automobili. Ricercatori dell’Università di Washington e dell’Università della California hanno pubblicato degli studi tra 2010 e 2011 dimostrando che i veicoli possono essere compromessi quando gli hacker guadagnano accesso sia di persona sia in maniera remota.

L’anno scorso, ricercatori tedeschi hanno rivelato uno studio dimostrando di poter sbloccare e mettere in moto 24 differenti veicoli con chiave wireless prendendone il controllo e amplificandone il segnale, come riporta la rivista wired. Mentre la chiave wireless si trova nel ripiano della cucina, gli hacker sono in grado di guidare la tua auto, sostengono i ricercatori.

Il vice presidente di una nota casa di sicurezza cibernetica, specializzata in sicurezza di automobili, dice: “l’equazione è molto semplice, è un computer e si connette al mondo esterno, quindi è hackerabile”.

Un hacker ha la possibilità concreta di far schiantare la tua auto, ma è improbabile che lo faccia davvero

Forse la più grande paura che qualcuno possa prendere il controllo del tuo veicolo e farlo precipitare da un ponte o contro un muro di mattoni.

Le rivelazioni di WikiLeaks hanno anche rinnovato i dubbi sulla morte del giornalista Michael Hastings, che fu ucciso in un incidente automobilistico a Los Angeles nel 2013.

Ogni hackeraggio richiede tempo e conoscenze tecnologiche per l’esecuzione, fare un attacco a qualcosa a caso è altamente improbabile, dice un ricercatore e sviluppatore dell’Università del Michigan, all’interno dell’istituto di ricerca sui trasporti. Inoltre, i produttori di automobili stanno sempre di più cercando di isolare i computer che controllano i sistemi più sensibili dei veicoli, in modo che non possano essere infiltrati neanche da hacker che cercano di entrare e collegarsi al sistema di intrattenimento, comunica.

La possibilità che qualcuno inizi a guidare la tua auto mentre tu sei al volante è molto ridotta. I documenti WikiLeaks non spiegano in dettaglio come la C.I.A. avesse intenzione di entrare nei veicoli.

Il tuo sistema di intrattenimento è il più vulnerabile.

Tra i documenti di WikiLeaks come possibili aree di missione si trova il QNX, un popolare sistema operativo per l’intrattenimento automobilistico. Dal 2010 QNX è stato proprietario della compagnia oggi conosciuta come BlackBerry. Il sistema è stato utilizzato in più di 50 milioni di automobili che vanno da Audi a Ford a Maserati, secondo la compagnia.

Una portavoce BlackBerry dichiara che fornire il più alto livello di sistema informatico è sempre stato il centro della loro missione. La compagnia aggiunge che la squadra che si occupa di ricerca costantemente monitorizza il software per vulnerabilità che hanno bisogno di essere riparate.

È difficile scoprire che un veicolo sia stato hackerato.

Oggi i produttori automobili non hanno realmente idea di cosa stia succedendo. Non hanno idea se un’auto sia stata hackerata o meno.

Non ci sono meccanismi che permettono ai produttori di sapere quando un auto si sta comportando in maniera strana o sembra compromessa in altro modo. Le compagnie tecnologiche e i produttori sono sottosviluppati in questo tipo di tecnologia.

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