Wikileaks pubblica i codici di hackeraggio C.I.A.

Wikileaks pubblica i codici di hackeraggio C.I.A.

Wikileaks ha pubblicato migliaia di documenti che martedì ha definito essere l’arsenale di hackeraggio della CIA, un documento chiamato “la più grande pubblicazione della storia di informazioni confidenziali dell’agenzia”.

Wikileaks rivela che i documenti provengono dal centro per la cyber-intelligence della CIA e rappresentano una serie di leaks col nome in codice “Vault 7”. Il sito web dice che la CIA “ha perso il controllo della maggioranza del suo arsenale di hackeraggio”, più di varie centinaia di milioni di linee di codice che rappresentano “l’intera capacità di hackeraggio della CIA”.

Wikileaks rivela che i documenti provengono dal centro per la cyber-intelligence della CIA e rappresentano una serie di leaks col nome in codice “Vault 7”. Il sito web dice che la CIA “ha perso il controllo della maggioranza del suo arsenale di hackeraggio”, più di varie centinaia di milioni di linee di codice che rappresentano “l’intera capacità di hackeraggio della CIA”.

Wikileaks rivela anche che sembra che gli archivi siano rimasti in circolazione tra hacker dei passati governi e contrattisti, uno dei quali ha fornito a Wikileaks porzioni del materiale. I programmi di hackeraggio coperti spiano iPhone Apple, Android di Google, Microsoft Windows eTV Samsung, tutti trasformabili in microfoni, riporta il sito.

“Verso la fine del 2016, la divisione di hackeraggio della CIA, che formalmente agisce sotto il controllo del centro per la cyber intelligence dell’agenzia, aveva oltre 5000 utenti registrati e haveva prodotto più di un migliaio di sistemi di hackeraggio, trojans, virus e altro malware”, sostiene Wikileaks in una dichiarazione presente sul suo sito. “Tale è la portata degli interventi della CIA nel 2016, che i suoi hackers hanno utilizzato più codici di quelli necessari per il funzionamento di Facebook”.

La CIA aveva creato, in effetti, la sua propria “NSA”, ma con meno responsabilità e senza la necessità di dover rispondere pubblicamente a domande relative a budget di spesa di portata mastodontica e al effettivo bisogno.

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