Un viaggio nella “Darknet”

Un viaggio nella “Darknet”

Come ci si muove nel regno delle ombre di Internet, e cosa si può veramente trovare?

Il regno delle ombre è lontano solo un paio di click. Due grammi di cocaina costano 160 euro, un passaporto americano 700 euro. Il motore di ricerca “DuckDuckGo” offre una lista di beni e servizi illegali di ogni tipo, che sarebbe inutile cercare su Google.


d


Per trovarli, è necessario sprofondare nella sezione più segreta di Internet. La cosiddetta “Darknet” non è raggiungible tramite i canali tradizionali, ma è preferita da coloro che desiderano anonimato e protezione.

Come ha fatto Davis S., lo studente di 18 anni che il 22 luglio 2016 ha gettato nel panico e nella paura la capitale della Baviera, Monaco. Davanti a un ristorante fast food aprì il fuoco senza preavviso, uccidend0 10 persone e ferendone 36. Le sue munizioni sono state sufficienti per un attacco di 2 ore e mezza, prima di puntarsi l’arma contro e suicidarsi. L’arma era stata acquistata illegalmente nella Darknet, come è stato dichiarato nei giorni successivi dagli investigatori.



Anche Marcel Heße di Herne, oggi principale sospettato di aver ucciso nella giornata di lunedì un bambino di 9 anni, deve aver percorso la strada della Darknet. Infatti, proprio lì Marcel ha pubblicato un video nel quale si vanta dell’omicidio.

Come riescono persone come David S. e Marcel Heße giocando, a muoversi in tali zone oscure del World Wide Web e con un paio di clic oltrepassare i limiti dell’illegalità? E cosa è esattamente questa Darknet?


Unbenannt


Non esiste una sola Darknet

Una cosa è certa: non esiste una sola “Darknet”. Ci sarebbero, infatti, numerose aree anonime facenti parte del cosiddetto Deep Web – che sbucano al di sotto della superficie pubblica -, ma che non sarebbero necessariemente illegali. In quei misteriosi meandri, risiede il 90% delle informazioni totali che Internet ospita, ma che non sono accessibili pubblicamente.

È possibile trovare perfino risultati di ricerche scientifiche, scoperte mediche, banche dati o contenuti dei social network. Il Deep Web sarebbe da 10 a 100 volte più esteso rispetto al Surface Web che quotidianamente ciascuno di noi visita. I dati depositati nel Deep Web non sono rintracciabili con motori di ricerca come Google o Bing, il che però non significa che siano da considerarsi automaticamente illegali.


main-qimg-30fc36e90f75803d18d80e4106a04787-c


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: