La Corte di Strasburgo condanna l’Italia: non siamo capaci di tutelare i cittadini

La Corte di Strasburgo condanna l’Italia: non siamo capaci di tutelare i cittadini

La Corte di Strasburgo ha condannato l’Italia per non aver protetto una donna e il figlio dal marito violento. I giudici di Strasburgo hanno infatti condannato il paese sul caso dell’uomo che nel 2013 in Friuli, nonostante le molteplici denunce a suo carico, uccise il figlio di 19 anni e tentò di accoltellare la moglie.

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È la prima sentenza su un caso di violenza in famiglia e constatando quale è da tempo l’andazzo, non sarà l’ultima. E’ infatti possibile leggere i terrificanti numeri del “femminicidio” a questo link per scoprire che sono più di 100 le donne che periscono per mano di un uomo tutti gli anni, spesso compagni, mariti o familiari. Molte di queste vengono uccise nonostante abbiano più volte denunciato i loro aguzzini.

Ma in Italia la sicurezza in generale non è argomento che interessa nessun Governo da tempo, e intanto i cittadini pagano (in termini di tutela e da oggi anche economicamente per le condanne di Strasburgo), per l’indolenza e il menefreghismo di esecutivi che hanno avuto come unico obiettivo sempre quello di smontare la giustizia italiana e tagliare gli strumenti per renderla realizzabile, condannando il paese al caos.

Forse più presi dall’idea di non rimanerci imbrigliati dentro, gli unici interessi di certi rappresentanti istituzionali sono sempre stati quelli di creare indulti e svuota carceri di vario livello, accentuare un garantismo processuale che ha distorto totalmente l’ordinamento penale e permette a chi delinque di continuare a rimanere tranquillamente a piede libero fino ad un terzo grado di giudizio, magari vedersi prescrivere la pena, ma il più delle volte vedere sospesa la stessa pena a modi jolly.

Ma se da una parte riforme superficiali e frammentarie hanno solo creato un gran caos in un ordinamento già messo a dura prova da liste d’attesa processuali interminabili, all’altro lato è risaputo come i tagli lineari abbiano avuto come oggetto risorse umane, sedi giudiziarie, e come da sempre l’obiettivo numero uno sia sempre quello di sbarazzarsi dell’unico strumento che ha permesso all’opinione pubblica di sapere con chi aveva a che fare: le intercettazioni.

Ed è proprio di questi giorni la presa d’atto anche da parte di alcuni “vip” (vedi la storia di Facchinetti ma anche le dichiarazioni della coppia Mori e Celentano), di come il far west italiano stia diventando un problema sociale grave che porta il nostro paese alla ribalta del bengodi delinquenziale piazzandolo al sesto posto in Europa per numero di furti e rapine in abitazione.

E il problema del quarto Governo consecutivo reinstallato senza passare dalle urne quale è? Risolvere le beghe interne al partito. Tanto c’è chi gira in auto blu si può permettere strumenti di tutela e sicurezza, mentre per tutto il resto paga il “pantalone” cittadino. Come era la storia delle riforme che servivano al paese?

Ilaria Ricci

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