MI GIOCO IL PAESE, di Alessandro Cantale

MI GIOCO IL PAESE, di Alessandro Cantale

Ma stupisce solo a me che per consegnare delle legittime abitazioni agli sfollati del terremoto di Amatrice lo si faccia mediante sorteggio? Ma che criterio è lasciare il tutto al fato? Qui non si parla di biglietti della lotteria o di gratta e vinci, si ha a che fare con la vita delle persone e non ci si può giocare.


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Provate a pensare a quando avverrà questo sorteggio, magari all’interno di una tendopoli dove ci sono decine e decine di famiglie, ad un certo punto una famiglia verrà estratta e festeggerà e invece quella accanto rimarrà ancora a vivere in quelle condizioni imprecando contro la sfortuna.


img_4606(clicca sull’immagine per altre vignette di Marione)


Così facendo si alimentano speranze, ma anche cocenti delusioni, e la “guerra” tra poveri prosegue imperterrita. Eppure non ci vuole molto per compiere una scelta sensata, basterebbe semplicemente istituire una graduatoria (con criteri quali tipo di danni, reddito, ecc.), dove ognuno sa in che posizione si trova e aspetta il proprio turno senza dover ricorrere alla fortuna.

Un Paese che si affida alla fortuna, che può andar bene o può andar male, e che quindi non ha certezze, è un Paese destinato alla perenne agonia e alla continua ingiustizia.


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