IL CONTO DI RENZI, di Luigi Di Maio

IL CONTO DI RENZI, di Luigi Di Maio

A Bruxelles lo chiamano “il conto di Renzi” e come al solito le sue bugie le pagheremo con le nostre tasse.

Da Sindaco ha indebitato Firenze per arrivare a Palazzo Chigi. Poi a Palazzo Chigi ha indebitato l’Italia per foraggiare chi lo aveva mandato lì.

Risultato? Oltre 100 miliardi di euro di debiti e nessun conto in regola. Un uomo, un buco di bilancio.

Quando Renzi faceva il Sindaco di Firenze, il suo bilancio comunale è stato bocciato per quattro volte di fila dalla Corte dei Conti: “sappiamo solo che c’è uno sbilancio di 50 milioni di euro, dobbiamo trovare 50 milioni”, dichiarò il nuovo Sindaco di Firenze Nardella appena insediato a Palazzo Vecchio. I 50 milioni alla fine li stanno facendo pagare ai cittadini.

Lui spreca e sperpera con le promesse elettorali, poi lascia i suoi avatar a fare il lavoro sporco.

A Gentiloni tocca lo stesso destino di Nardella: nell’ultima Legge di Bilancio del Governo Renzi mancano all’appello 3,4 miliardi di euro, a Bruxelles lo chiamano “il conto di Renzi”, ma in realtà vogliono farlo pagare a noi con una manovra straordinaria.

Per vincere al referendum, “l’uomo voragine” aveva promesso aumenti pensionistici, bonus di vario genere, abbassamento delle tasse, abolizione di Equitalia e una batteria di pentole in omaggio.

Promesse che già a novembre non quadravano nei conti della Commissione Europea, ma in UE si sono guardati bene dal certificarlo ufficialmente: per l’establishment doveva vincere il SI e non si doveva disturbare il manovratore.
Purtroppo i rilievi sono arrivati questa settimana e si prospetta una manovra lacrime e sangue.

Sia chiaro, questi 3,4 miliardi di euro sono richieste fatte dalla UE in nome dell’austerity che noi abbiamo sempre combattuto. Soldi che in ogni caso non avremmo mai speso in mance elettorali.

Il Pd che finge di litigare con la UE prima delle elezioni e dopo esegue a testa bassa, ora vuole aumentare le tasse per colmare i 3,4 miliardi.

Io il “conto di Renzi” lo farei pagare al Pd, che prima critica i paramentri UE, poi li viola e poi abbassa la testa facendo pagare a noi.

A Junker, che per coprire la campagna referendaria truffaldina di Renzi ci presenta il conto solo ora, dico che ancora una volta ha dimostrato tutta l’ipocrisia e l’inadeguatezza di questa Unione Europea.

(dalla pagina Facebook di Luigi Di Maio)


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