CAPRI ESPIATORI, di Francesco Bea

CAPRI ESPIATORI, di Francesco Bea

L’italia è quello strano Paese in cui la colpa viene sempre addossata a chi in realtà non ce l’ha.

Mi viene in mente un certo Girolimoni di tantissimi anni fa. Era palese che sarebbe accaduto anche stavolta. Bisognava trovare un capo espiatorio in fretta, prima che la situazione si raffreddasse naturalmente. Una preda tutto sommato inerme da dare in pasto all’opinione pubblica, per placare l’indignazione popolare.

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In Italia il pesce non puzza mai a partire dalla testa, bensì dalla coda. Quindi eccola la preda su cui avventarsi, per i noti fatti di Nola: medici e infermieri. Da cacciare via, a causa del terribile reato di cui si sono macchiati: lavorare, cercando di assistere dei pazienti con mezzi inappropriati, visto che quelli appropriati non erano forniti. Cacciare via chi ha cercato di mettere una toppa al buco governativo. Non sia mai che si cerchi la responsabilità all’interno della testa del pesce, cioè dove si trova in realtà.

Che non si dica mai che la vera causa dei fatti di Nola, è una politica scellerata che viene da molto in alto; tagli alle spese e al personale, tagli alle strutture. Così adesso la colpa è degli operatori, i quali si sono “azzardati” a fare il lavoro per cui sono pagati (poco). Forse se si fossero comportati come la testa del pesce, e anziché curare gente in difficoltà, avessero negato l’accesso al Pronto Soccorso, ora non sarebbero accusati e non rischierebbero il posto di lavoro. Mah….

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